Packaging e PPWR: guida pratica all’adeguamento
PPWR 2026
Cosa cambia davvero per il packaging
Il nuovo regolamento europeo sugli imballaggi, che entrerà in vigore formalmente dal 12 Agosto 2026 e noto come PPWR (Packaging and Packaging Waste Regulation), segna un cambio di paradigma per tutte le aziende che operano nel settore del packaging, compreso quello alimentare.
Non si tratta di un aggiornamento marginale ma di una revisione strutturale delle regole che governano progettazione, produzione e gestione del packaging. E questa revisione, se gestita per tempo può migliorare la reputazione ambientale di un’azienda e rispondere alle richieste di un mercato sempre più orientato verso la sostenibilità.
L’obiettivo è chiaro: ridurre i rifiuti, aumentare la riciclabilità e migliorare l’efficienza complessiva degli imballaggi lungo tutta la filiera.
Secondo la Commissione Europea, oltre il 40% della plastica e il 50% della carta utilizzati in Europa* sono destinati al packaging, rendendolo uno dei principali driver di impatto ambientale.
Per tutte le aziende, questo significa una cosa: il packaging diviene un elemento normativo da progettare con maggiore precisione, in quanto, a differenza delle precedenti normative questa va ad agire nella fase di progettazione all’inizio del processo di ideazione di un imballaggio, cercando di minimizzare l’impatto ambientale fin dalla fase progettuale.
Le implicazioni operative
Cosa deve cambiare subito
Il PPWR introduce una serie di requisiti che impattano direttamente il packaging, per cui, i produttori, commercianti e distributori di imballaggio devono ripensare completamente ai loro imballaggi, a partire dal 12 agosto 2026 fino a Gennaio 2030 con una roadmap progressiva.
Tra le principali richieste:
- maggiore riciclabilità degli imballaggi
- maggiore utilizzo di materie prime provenienti da riciclo
- riduzione degli sprechi e degli overpackaging
- requisiti più stringenti su etichettatura, composizione e il loro tracciamento
- responsabilità estesa del produttore: per raccolta, trasporto e riciclaggio
- spinta verso soluzioni riutilizzabili o ottimizzate
Uno dei concetti chiave è quello di “design for recycling”: il packaging deve essere progettato fin dall’inizio per essere facilmente riciclabile nei sistemi esistenti.
Questo comporta scelte precise su materiali utilizzati, accoppiamenti e trattamenti e struttura dell’imballo. Inoltre, il regolamento introduce target progressivi di sostenibilità e recupero che le aziende dovranno rispettare entro i prossimi anni.
Non adeguarsi in tempo significa esporsi a rischi concreti:
- non conformità normativa
- difficoltà di accesso a determinati mercati
- perdita di competitività
Per questo motivo, il tema non è “se adeguarsi”, ma come farlo in modo efficace e sostenibile anche economicamente.
Come adeguarsi
Da obbligo normativo a vantaggio competitivo
Affrontare il PPWR solo come un vincolo è un errore strategico. Le aziende più evolute stanno già utilizzando questo passaggio come leva per ripensare il proprio packaging, a migliorare efficienza e sostenibilità e a rafforzare il posizionamento del brand. Adeguarsi oggi permette di essere compliant, ma anche di dimostrare di anticipare il mercato, evitando interventi correttivi in urgenza. Muoversi d’anticipo permette inoltre di sviluppare soluzioni più efficienti nel lungo periodo.
Nel settore alimentare, questo si traduce in scelte concrete. Ad esempio ridurre i materiali superflui, ottimizzare le strutture di packaging, introdurre soluzioni in cartoncino più facilmente riciclabili, oltre che migliorare le informazioni al consumatore, sempre più attento e sensibile.
L’obiettivo del Parlamento Europeo? Rendere tutti gli imballaggi riciclabili entro il 2030, con target intermedi già attivi nei prossimi anni. Questo significa che il tempo per intervenire non è illimitato.
Cosa fare il prima possibile:
- Audit degli imballaggi che si stanno già utilizzando per i propri prodotti, coinvolgendo fornitori e verificando i materiali utilizzati
- Una volta individuati, pianificare gli interventi di adeguamento necessari
- Se necessario, richiedere una consulenza ad esperti ed enti preposti, come per esempio il CONAI.
In questo contesto, il ruolo del partner è decisivo. Non si tratta solo di conoscere la normativa, ma di tradurla in soluzioni concrete, applicabili e sostenibili per il business.
Perché il vero obiettivo non è solo rispettare le regole.
È progettare un packaging che funzioni, oggi come domani.